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Storia dell'armagnac 2


Il primo distillatore di cui si conosca il nome fu Antonio di Tolosa, definito “aiga ardentarius”; correva l’anno 1411 e già nel 1439 compaiono a Tolosa due soci “aquam ardentem facientes”.

È del 1440 l’opera di Michel Savonarole nella quale compare la prima descrizione-disegno di un alambicco dotato di serpentina immersa in acqua fredda.

Un forte stimolo alla distillazione la diedero i commercianti olandesi che acquistavano l’acquavite per stabilizzare i vini da trasportare via nave e per vendere l’acquavite come tale nei porti dell’Atlantico e in quelli del Mare del Nord.

La loro flotta contava, secondo la stima di Colbert, ben 16000 navi e lo stesso Colbert, in una lettera del 1669, parla di 3000-4000 vascelli olandesi dedicati al trasporto di vino e acquavite.

Nel caso degli Stati Uniti evidenzio un precedente storico importante.

In occasione della Guerra di Indipendenza gli americani sabotarono il tè inglese e tutti quei prodotti che avevano una qualche attinenza al dominio coloniale inglese, quindi il whisky e pure il cognac, storicamente e spesso anche commercialmente, legato alla corona inglese. Con ovvio beneficio per la Guascogna.

A questo proposito mi permetto una riflessione di natura economico-politica; il privilegio riservato ai vini del bordolese da parte del reame inglese risale al 1224 e terminò nel 1776, esattamente l’anno dopo l’inizio della guerra d’Indipendenza degli Stati Uniti (1775-1783).

Per amor di verità segnalo che in quegli anni (1820) la differenza di prezzo fra armagnac e cognac era assai consistente: 2 franchi contro quasi 5.

Si deve anche considerare l’effetto depressivo sul commercio imposto dal blocco continentale di Napoleone.

Fra coloro che hanno fatto la storia dell’armagnac, ci sono alcune grandi case di negozianti e distillerie.

Osservando questo elenco si verifica chiaramente, attraverso l’analisi delle località segnalate e della data di fondazione, quanto sia stata determinante la possibilità di trasportare l’armagnac via fiume. Anche questa situazione porterà a un conflitto di attribuzione sulla “capitale dell’armagnac”, titolo a lungo reclamato da Eauze; salomonicamente è stato attribuito a Eauze per la produzione e a Condom per il commercio.

Tornando ai particolarismi tipici di una diffusa condizione rurale, le perenni crisi demografiche, l’isolamento geografico e il mancato supporto di una classe politica hanno condizionato lo sviluppo di quest’area.

Segnalo anche che la prima cantina cooperativa creata in Guascogna fu a Vic-Fezensac nel 1939. Solo nel dopoguerra il movimento cooperativo acquisterà rilevanza ma si trovò ben presto a fare i conti con la ridotta preparazione nell’affrontare i problemi legati in particolar modo all’esportazione.

Tornando al 1700 sono documentate molte transazioni commerciali da parte di persone che sono spesso negozianti e produttori; con la postilla che normalmente vendevano anche vino e che la destinazione era quasi sempre Mont-de-Marsan. In quel secolo non é citato neppure un negoziante di Condom.

Nel 1800 non sarà più così; non casualmente il 12 febbraio 1886 nascerà proprio a Condom il Sindacato del Commercio all’ingrosso dei Vini e Alcolici dell’Armagnac.

Per essere esaustivi notifico che è possibile trovare bottiglie settecentesche; normalmente compare la scritta “eaux-de-vie”, senza alcuna specifica del produttore. Questa denominazione rimase a lungo presente soprattutto nelle transazioni commerciali; alla fine del 1800 si trovano (nelle lettere, nelle fatture, e spesso anche nelle etichette), riferimenti espliciti alle “Eaux-de-Vie d’Armagnac”.

Denominazione presente nei manifesti pubblicitari della prima metà del 1900.

Una conferma della relativamente recente dizione armagnac si può trarre dal testo del documento preparatorio la promulga della Legge Fallières; risale al 30/09/1907 e riporta gli atti (Procès Verbal des Délibérations) di una riunione tenuta a Condom.

L’intestazione è assai esplicita: “Commission de délimitation de la Région des Eaux-de-vie d’Armagnac”.

Storia dell'armagnac 2
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